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Un emozione unica allo Stadio dei Pini
Spettacoli & Arte
Giovedì 20 Agosto 2009 10:02

“Qualcosa rimarrà per sempre nelle nostre menti”. “Forse questo ultimo atto è destinato a ribadire una fondamentale verità: che dalla violenza non può e non è mai potuto nascere nulla”. “La pioggia continuerà a cadere su di noi come lacrime da una stella. Continuerà a dirci quanto siamo fragili”.

Sting è solo l’ultima stella a versare lacrime per i morti della stazione. Canta con Zucchero, quello che chiede sempre “per colpa di chi”, e stasera non per gioco. Lo stadio dei Pini è colmo di persone fragili e pronte ad ammetterlo, e a chiedere di chi è la colpa. Sedicimiladuecentosessantatrè persone fragili come quelle 30 morte per l’esplosione, spazzate via, devastate, bruciate. Innocenti. La folla questa notte non ha leader, la folla è leader di se stessa in questa notte strana, una notte in cui si canta, si balla, si prega, si piange, si fa il coro, si vomita rabbia, si festeggia la gloria eterna della musica, che sa portare energia e pace, ma si soffre. Luca Lunardini, sindaco della città della strage, parla di giustizia e risposte. In un angolo della tribuna, vicino ai volti famosi di Viareggio, stavolta testimonial di una città in lutto, ci sono i parenti delle vittime e dei feriti che ancora combattono con le ustioni. In pieno pericolo. E senza certezze, né sulle responsabilità, né sugli aiuti, doverosi, necessari, obbligati. Per colpa di chi? Una notte musicalmente fantastica, da Dream Team. I giovani, da Juri a Noemi, da Irene Fornaciari a Matteo Becucci, come juniores convocati in prima squadra per una finale di coppa. E i grandi: Venditti, Pino Daniele, Solomon Burke, Jeff Beck strepitoso con le mani sulle corde della sua Fender a suonare addirittura Nessun Dorma; e Bocelli, Irene Grandi, Mario Biondi, Alexia, Malika Ayane.... Zucchero zampilla da un duetto all’altro e Panariello commuove con Mario il Bagnino: «Forse qualche amico del Bagno Maria oggi non c’è più». 

Una serata di ricordi, emozioni e rabbia con la consapevolezza di aver rialzato la testa.  

 
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