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«Esibirmi sul palco di Sanremo sarebbe un sogno. Ma sono abituato ad avere i piedi per terra. E quindi mi concentro sulla promozione del nostro album». Teo Giannotti, 28 anni, fortemarmino, è uno dei giovani talenti versiliesi (come Andrea Bergamini, Juliette Jolie e Simone Traina) che aspettano con ansia, sperando nel voto favorevole della commissione di Sanremo Giovani. Soltanto in 6, tra le centinaia di gruppi e singoli che si sono proposti, parteciperanno al concorso dedicato alla “nuova generazione” del Festival. A differenza dei suoi conterranei, Teo si è presentato alla selezione con un gruppo: i Formadonda. «Un progetto nuovo e, mi auguro, fresco - dice Giannotti - anche se si rifà alla tradizione melodica italiana». Teo ha iniziato a cantare dopo un episodio speciale. A 18 anni fu protagonista di una mezza folgorazione nell’incontro con Edi Bocelli, madre del celebre tenore. «Eravamo a cena a casa di amici della mia famiglia, e lei mi disse che avevo un buon timbro. “Prova a studiare canto”. Così feci». Gli inizi sono in una scuola della vicina Montignoso, poi - nel 2003 - Teo decide che quella è la sua vita. «Mi sono imbarcato con tutte le mie forze in quest’avventura, decidendo di farne una professione - spiega - Ho iniziato a lavorare con le agenzie per esibirmi nei locali e in occasione delle feste. Ho fatto persino una puntata nel musical con una compagnia di teatro olandese: non avete idea di quanto sia difficile cantare in quella lingua per un italiano». Lavorando tra Milano, i villaggi turistici e la Toscana, Teo incontra Alex Intermite dell’agenzia Intercontatto. È lui ad avere l’idea di un gruppo vocale, da proporre sulla scena discografica. E a settembre nascono i Formadonda: assieme a Teo ci sono altri due toscani, i pratesi Alexander Tempestini e Marco Polidori, e la cantante piacentina Federica Avella. Alle loro ugole neomelodiche i due celebri autori Fabrizio Berlincioni e Franco Fasano affidano “Uomini”, che diventa la canzone da presentare alla commissione di Sanremo Giovani e anche il singolo che dà il nome al loro primo album. «Verremo in Versilia per promuovere il cd - dice Teo - io, comunque, al Forte torno lo stesso... Ho casa qui, non mi sognerei mai di tagliare i legami con le radici della mia famiglia, anche se per lavoro sono in giro. L’unica cosa che ho perso della mia terra è l’accento: “colpa” di tutte quelle lezioni di canto».
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